Sudafrica, la natura come vocazione: Michael Lutzeyer

Dal fynbos del Western Cape ad un modello di turismo rigenerativo: il fondatore di Grootbos Private Nature Reserve racconta cosa significa davvero proteggere un luogo.
"Era vivo, ricco di una biodiversità incredibile, in gran parte nascosta a chi non si prendeva il tempo di fermarsi e osservare." 
Nel 1994 Lutzeyer decise di vendere le sue attività a Cape Town per dedicarsi a Grootbos: un piccolo bed and breakfast che sarebbe diventato un progetto di conservazione, ricerca, sviluppo delle comunità e ospitalità. Non ci fu un singolo momento decisivo.
"Più tempo trascorrevo qui, più comprendevo che non si può innamorarsi di un luogo senza desiderare di prendersene cura." A un certo punto, racconta, "aveva smesso di essere un progetto ed era diventato il lavoro della mia vita."
Il regno floreale più piccolo del pianeta.
Grootbos si trova nel Cape Floral Kingdom, il più piccolo dei sei regni floreali del mondo e uno dei più ricchi di biodiversità, con circa 9.500 specie vegetali, molte endemiche. È il regno del fynbos. Nella riserva ne sono documentate oltre mille, e la ricerca continua a svelare relazioni tra piante, insetti e fauna. Dopo oltre trent'anni, Lutzeyer continua a stupirsi: "Ogni stagione rivela qualcosa di diverso: un piccolo fiore che non avevo mai notato, un nuovo impollinatore, una relazione tra specie che nessuno aveva ancora documentato." Da qui nasce il Garden Safari. Mentre il safari tradizionale cerca i Big Five, qui lo sguardo si sposta su piante, insetti e sulle loro relazioni. "Ci siamo resi conto che spesso sono le cose più piccole a raccontare le storie più grandi." Gli ospiti scoprono che ogni ecosistema ha una propria versione dei Big Five.
Il fuoco e i milkwood 
Nel fynbos anche il fuoco ha un altro significato: molti semi germinano solo dopo un incendio e il paesaggio può rinascere più ricco di prima. Il cambiamento climatico rende gli incendi meno prevedibili, e per questo vanno gestiti con attenzione, ma la lezione resta: a volte il rinnovamento arriva solo dopo una trasformazione profonda.
La specie che per Lutzeyer rappresenta meglio Grootbos sono gli antichi milkwood, alcuni vivi da centinaia di anni: "Hanno attraversato tempeste, vento e cambiamenti, offrendo silenziosamente riparo a innumerevoli altre forme di vita. È così che concepisco la conservazione." 
Il Milkwood Forest è anche il luogo in cui ama tornare ancora oggi. Quando iniziò, "turismo sostenibile" e "turismo rigenerativo" erano quasi assenti dal dibattito. La conservazione era vista come un costo, il turismo come una minaccia. Lutzeyer scelse una terza via: se la biodiversità è la risorsa più preziosa, proteggerla è anche una buona scelta imprenditoriale.
La differenza, per lui, è semplice: "La sostenibilità si chiede: "Come possiamo fare meno danni?". La rigenerazione, invece, si chiede: "Come possiamo lasciare questo luogo in condizioni migliori rispetto a quando lo abbiamo trovato?"
A rendere possibile questa visione è il turismo: "Ogni ospite che arriva a Grootbos contribuisce alla conservazione, alla ricerca, all'istruzione e allo sviluppo delle comunità, che ne sia consapevole o meno." Partnership e donatori contano, ma il turismo è il motore del progetto, perché permette alla conservazione di far parte di un'economia viva.
Nel 2003 la famiglia Lutzeyer ha fondato la Grootbos Foundation, che affianca alla ricerca botanica, al monitoraggio della fauna, al contrasto delle specie invasive e al ripristino degli habitat programmi di formazione, educazione e sviluppo sociale: dall'orticoltura indigena al turismo, fino all'occupazione e alle attività legate alla conservazione. Il principio è lineare: "Se le persone non traggono beneficio dalla conservazione, questa non potrà durare. È così semplice." E quando succede, "le persone diventano custodi del territorio, anziché semplici spettatori." 
Spazio, silenzio, autenticità 
Come si può offrire un'ospitalità di alto livello senza aumentare la pressione sugli ecosistemi? 
Per Lutzeyer il valore di un soggiorno non sta nell'eccesso, ma in spazio, silenzio, autenticità ed esperienze significative. Proteggere queste qualità significa proteggere esattamente ciò che gli ospiti vengono a cercare. A questa idea risponde anche il Florilegium, il progetto che unisce arte botanica e ricerca scientifica per celebrare e conservare il patrimonio vegetale del territorio. "La fotografia cattura un momento. L'arte botanica cattura la comprensione." E, aggiunge, "quando qualcosa ci sta a cuore, cominciamo a proteggerla."
Un modello che va oltre Grootbos
Tra trent'anni, dice Lutzeyer, "spero che le persone non parlino di Grootbos soltanto perché è un luogo unico. Vorrei che ne parlassero perché ha contribuito a dimostrare un modello adottato in tutta l'Africa e anche oltre." Le minacce per il Cape Floral Kingdom sono concrete: cambiamento climatico, perdita di habitat, specie invasive. Il rischio più sottile, aggiunge, è pensare che se ne occuperà qualcun altro. Ai giovani conservazionisti africani lascia un messaggio: "Non sottovalutate mai ciò che è possibile quando si lavora con la natura anziché contro di essa."
Per chi sceglie il Sudafrica, la storia di Grootbos è un invito a cambiare scala: non cercare soltanto i Big Five, ma scoprire quanti mondi possono esistere dentro un solo paesaggio.

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