Nel 2003 la famiglia Lutzeyer ha fondato la Grootbos Foundation, che affianca alla ricerca botanica, al monitoraggio della fauna, al contrasto delle specie invasive e al ripristino degli habitat programmi di formazione, educazione e sviluppo sociale: dall'orticoltura indigena al turismo, fino all'occupazione e alle attività legate alla conservazione. Il principio è lineare: "Se le persone non traggono beneficio dalla conservazione, questa non potrà durare. È così semplice." E quando succede, "le persone diventano custodi del territorio, anziché semplici spettatori."
Spazio, silenzio, autenticità
Come si può offrire un'ospitalità di alto livello senza aumentare la pressione sugli ecosistemi?
Per Lutzeyer il valore di un soggiorno non sta nell'eccesso, ma in spazio, silenzio, autenticità ed esperienze significative. Proteggere queste qualità significa proteggere esattamente ciò che gli ospiti vengono a cercare.
A questa idea risponde anche il Florilegium, il progetto che unisce arte botanica e ricerca scientifica per celebrare e conservare il patrimonio vegetale del territorio. "La fotografia cattura un momento. L'arte botanica cattura la comprensione." E, aggiunge, "quando qualcosa ci sta a cuore, cominciamo a proteggerla."
Un modello che va oltre Grootbos
Tra trent'anni, dice Lutzeyer, "spero che le persone non parlino di Grootbos soltanto perché è un luogo unico. Vorrei che ne parlassero perché ha contribuito a dimostrare un modello adottato in tutta l'Africa e anche oltre." Le minacce per il Cape Floral Kingdom sono concrete: cambiamento climatico, perdita di habitat, specie invasive. Il rischio più sottile, aggiunge, è pensare che se ne occuperà qualcun altro. Ai giovani conservazionisti africani lascia un messaggio: "Non sottovalutate mai ciò che è possibile quando si lavora con la natura anziché contro di essa."