
Il delta dell’Okavango, in Botswana, è uno dei grandi paradossi naturali del pianeta: un intricato mosaico di corsi d’acqua, lagune e isole verdeggianti che prospera ai margini del deserto del Kalahari. Pur essendo generalmente allagato nei mesi estivi, conserva le sue caratteristiche acquatiche durante tutto l’anno, diventando rifugio di una biodiversità straordinaria e patria di molte delle specie iconiche dell’Africa. Esplorarlo in motoscafo o in mokoro, la tradizionale canoa scavata nel legno, significa imbattersi in ippopotami, elefanti, uccelli rarissimi mentre leoni, leopardi e licaoni difendono qui il loro territorio in ogni stagione.
Nel cuore di questo ambiente unico sorge il Baines’ Lodge, recentemente ricostruito e riaperto a metà del 2025 secondo i migliori standard di design sostenibile. È la struttura più piccola della collezione, con sole sei suite, ma anche quella capace di far provare sentimenti più profondi. Elegante e sobrio, il lodge prende il nome dall’esploratore e pittore ottocentesco Thomas Baines e ne richiama lo spirito pionieristico: suite indipendenti in legno, costruite su palafitte tra i papiri ondeggianti, collegate da passerelle rialzate che conducono direttamente all’acqua.
Gli interni, luminosi e aperti, fondono tonalità ispirate alla flora locale con legni pregiati, creando una continuità naturale tra interno ed esterno. Le aree comuni si sviluppano attorno a un antico termitaio inattivo e includono l’Explorer’s Lounge, una Bush Boutique di artigianato locale e una piscina affacciata su panorami mozzafiato del delta. Alimentato da energia solare e progettato per lasciare un’impronta minima sull’ambiente, il Baines’ Lodge è un’oasi nell’oasi: un luogo dove il deserto incontra la zona umida e il lusso dialoga armoniosamente con la natura selvaggia.