Il progetto legato alla Clinica Sanitaria di Nakatindi, nata dalla collaborazione tra la comunità locale e A&K Philanthropy (AKP) con il sostegno del Ministero della Salute dello Zambia, rappresenta una risposta concreta e straordinaria a una delle sfide sanitarie più complesse della regione.
Lo Zambia affronta da tempo uno dei tassi più drammatici al mondo di trasmissione dell'HIV da madre a figlio, con circa 28.000 bambini che nascono sieropositivi ogni anno. A complicare questo scenario contribuisce il fatto che appena il 19% delle madri riesca ad accedere a un'assistenza prenatale adeguata. La comunità di Nakatindi, situata al confine con il Parco Nazionale Mosi-oa-Tunya, ha vissuto direttamente questa emergenza: isolata dai principali servizi medici e con un tasso di infezione da HIV che colpiva circa un abitante su quattro, la zona versava in condizioni critiche.
Per ribaltare questa situazione, nel 2013 è stata avviata la costruzione della Clinica Sanitaria di Nakatindi, una struttura attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che oggi conta su un organico di 20 operatori sanitari qualificati. Negli anni, il centro si è evoluto ed espanso fino a dotarsi di un reparto di maternità completo di sale parto, spazi per ecografie e ambienti dedicati alle visite prenatali e postnatali. Inoltre, grazie alla partnership con Project C.U.R.E., la struttura è stata equipaggiata con forniture e attrezzature mediche essenziali per un valore di circa 1,6 milioni di dollari.
Oggi la clinica costituisce un presidio sanitario fondamentale per circa 16.000 persone del villaggio e delle aree circostanti, assistendo una media di 50 pazienti al giorno. I servizi offerti spaziano dalle visite di medicina generale alle vaccinazioni, fino ai consultori dedicati alla pianificazione familiare. L'impatto più profondo si registra sul fronte della salute materna e infantile: attraverso lo screening precoce, la somministrazione di terapie antiretrovirali e il monitoraggio costante durante la gravidanza, dall'inaugurazione del reparto di maternità nel 2018 sono nati oltre 550 bambini completamente liberi dall'HIV. Un traguardo storico che ha dimostrato la possibilità di azzerare la trasmissione materno-fetale del virus anche nelle comunità storicamente più isolate.

Il lodge Sussi & Chuma prende il nome dai due fedeli compagni dell’esploratore David Livingstone, che riportarono il suo corpo in Inghilterra dopo la sua morte in Zambia. Immerso nel cuore del Mosi-Oa-Tunya National Park, il resort è un esclusivo rifugio lungo le rive del maestoso fiume Zambesi, circondato da una natura incontaminata e da una straordinaria varietà di fauna selvatica.
Celebre per ospitare le iconiche Victoria Falls, tra le cascate più spettacolari al mondo, il parco offre agli ospiti del lodge la possibilità di ammirarle da vicino. Oltre a questa meraviglia naturale, il resort propone un’ampia gamma di attività: safari a piedi o in 4x4, visite ai villaggi locali, battute di pesca, crociere al tramonto e molto altro, garantendo esperienze indimenticabili.
Il lodge dispone di 12 eleganti Tree Houses, case sull’albero con vista sul fiume, collegate al corpo centrale tramite passerelle in legno. Circondata da imponenti alberi di ebano e sviluppata su due livelli, la struttura principale offre un’atmosfera intima e raffinata. Dopo una giornata immersi nella natura, gli ospiti possono rilassarsi nella piscina panoramica o concedersi un trattamento rigenerante nel centro benessere.
Per chi cerca maggiore privacy, il lodge propone due Chuma Houses, ville indipendenti con due camere da letto, terrazza privata e piscina. Queste residenze esclusive includono chef e maggiordomo dedicati, per un soggiorno di lusso personalizzato.
Un soggiorno al Sussi & Chuma è un’esperienza unica che combina avventura, relax e comfort, nel cuore di uno dei luoghi più affascinanti dell’Africa.